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NEW YORK – November 4, 2025

Zohran Mamdani, a state assemblyman from Queens and member of the Democratic Socialists of America, has been elected mayor of New York City, becoming both the first Muslim and the youngest person in more than a century to lead the city. At 34 years old, Mamdani’s victory marks a historic turning point in New York politics.
According to projections by the Associated Press, Mamdani won decisively over former governor Andrew Cuomo, who had been attempting to revive his political career following his 2021 resignation. Voter turnout was among the highest since 1969, underscoring the extraordinary nature of a race that pitted the old Democratic establishment against a new generation of progressive voters.
The son of Indian immigrants, born in Uganda and raised in New York, Mamdani built his campaign around social issues such as affordable housing, free public transportation, and resource redistribution. His message — amplified by innovative use of social media — resonated strongly with young people and immigrant communities.
However, the socialist lawmaker’s victory ushers in a politically complex era. His proposals — a rent freeze, higher taxes on top incomes, and major public investment — will require tough negotiations with Albany and Governor Kathy Hochul. Relations with the Republican president, who has already criticized his agenda, are also expected to be tense.
In his first speech as mayor-elect, delivered in the heart of Queens, Mamdani thanked the volunteers and voters “who never felt represented,” pledging to “build a city for everyone — not just for those who can afford it.”
With Cuomo’s defeat, an entire era of politics dominated by the old Democratic alliances comes to an end. Mamdani’s rise instead signals the beginning of a new chapter for New York — one in which the city’s multiethnic neighborhoods and grassroots movements once again take center stage in shaping its future.
NEW YORK – 4 novembre 2025

Zohran Mamdani, deputato statale del Queens e membro dei Democratic Socialists of America, è stato eletto sindaco di New York, diventando il primo musulmano e il più giovane a guidare la città da oltre un secolo. A 34 anni, Mamdani raccoglie un risultato storico che segna una svolta per la politica newyorkese.
Secondo le proiezioni dell’Associated Press, Mamdani ha superato nettamente l’ex governatore Andrew Cuomo, che cercava di rilanciare la propria carriera politica dopo le dimissioni del 2021. La partecipazione elettorale, tra le più alte dal 1969, ha sottolineato il carattere eccezionale della sfida, che ha contrapposto il vecchio establishment democratico a una nuova generazione di elettori progressisti.
Figlio di immigrati indiani, nato in Uganda e cresciuto a New York, Mamdani ha costruito la sua campagna su temi sociali come la casa, i trasporti pubblici gratuiti e la redistribuzione delle risorse. Il suo messaggio, amplificato da un uso innovativo dei social media, ha trovato grande consenso tra i giovani e le comunità di immigrati.
La vittoria del deputato socialista apre però una stagione politica complessa. Le sue proposte – blocco degli affitti, aumento delle tasse sui redditi più alti, investimenti nei servizi pubblici – richiederanno un difficile confronto con Albany e con la governatrice Kathy Hochul. Anche i rapporti con il presidente repubblicano, già critico nei confronti della sua agenda, si annunciano tesi.
Nel suo primo discorso da sindaco eletto, pronunciato nel cuore del Queens, Mamdani ha ringraziato i volontari e gli elettori “che non si sono mai sentiti rappresentati” promettendo di “costruire una città per tutti, non solo per chi può permettersela”.
Con la sconfitta di Cuomo, tramonta definitivamente una stagione politica dominata dalle vecchie alleanze democratiche. L’ascesa di Mamdani segna invece l’inizio di una nuova fase per New York, in cui le periferie multietniche e i movimenti sociali tornano protagonisti del dibattito urbano.
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