- English
- Italian
In the heart of historic Rome, inside the splendid Coffee House of Palazzo Colonna, two leading figures of Italian fashion transformed a November weekend into a celebration of style, art and visionary creativity. On 14 and 15 November 2025, the eighteenth-century residence hosted two exceptional events: the presentation of Chiara Boni’s autobiographical book and the runway show of Vittorio Camaiani’s new Fall/Winter 2025–26 collection, both set within the exhibition Seduzioni, quando il metallo diventa desiderio by Trieste-born sculptor Andrea Borga.
On Friday, 14 November, renowned Florentine designer Chiara Boni presented her book Io che nasco immaginaria, published by Baldini + Castoldi, in a refined conversation with Elena Parmegiani, fashion and culture journalist and Events Director of the Coffee House and the Galleria del Cardinale Colonna. The autobiography retraces more than fifty years of her career, from her rebellious childhood in Florence to her time in London, from her first successes with the label “You Tarzan, me Jane” to her rise on the international stage. It is an intimate narrative woven with passions, encounters, cultural battles and lifelong friendships with figures such as Vittorio Sgarbi and photographer Giovanni Gastel. The event was enriched by a selection of her iconic creations displayed in the Roman residence, symbols of her unique blend of practical elegance and poetic imagination. Io che nasco immaginaria becomes a journey through fashion and through an Italy in transformation: from the 1970s to the Milan of the Eighties, all the way to the global success of La Petite Robe, the collection that conquered New York with its vision of “practical chic.”
The following day, Saturday 15 November, the spotlight shifted to Vittorio Camaiani, who presented his Fall/Winter 2025–26 collection “La mia Strada” before an audience that included Princess Jeanne Colonna, guided once again by the narration of Elena Parmegiani. The collection draws inspiration from a powerful image: a return to the primary shapes of childhood—circle, square and triangle—which become the visual language of sophisticated, vibrant garments enhanced by the designer’s signature futurist and surrealist influences. Skirts and trousers built from geometric forms adapt to the body, shirts take on the triangular shape of kites, and colorful cashmere coats echo open circles and fluid lines. Eveningwear glows with duchesse satin, double satin and bold color blocks in yellow, green and red, complemented by Jommi Demetrio’s hats and Lella Baldi’s footwear, ranging from British-inspired daytime shoes to sculptural evening heels.
The union of these two events, set against the backdrop of Andrea Borga’s exhibition, confirmed the Coffee House of Palazzo Colonna as one of the most refined and symbolic venues for contemporary dialogue between fashion, art and culture. Chiara Boni shared a life shaped by vision and determination; Vittorio Camaiani traced a stylistic path between memory and imagination. Together, they celebrated fashion as a language capable of expressing identity, personal history and collective heritage. Once again, Rome becomes the stage for an elegance that does more than dress the body: it creates meaning, evokes emotion and shapes the future.
Nel cuore della Roma più storica, nella splendida Coffee House di Palazzo Colonna, due protagonisti della moda italiana hanno trasformato un fine settimana di novembre in un omaggio allo stile, all’arte e alla creatività visionaria. Tra il 14 e il 15 novembre 2025, la settecentesca dimora ha ospitato due eventi d’eccezione: la presentazione del libro autobiografico di Chiara Boni e il défilé della nuova collezione Autunno/Inverno 2025-26 di Vittorio Camaiani, entrambi inseriti nel contesto della mostra Seduzioni, quando il metallo diventa desiderio dello scultore triestino Andrea Borga.
Venerdì 14 novembre, la celebre stilista fiorentina Chiara Boni ha presentato il suo volume Io che nasco immaginaria, edito da Baldini + Castoldi, in un dialogo raffinato con Elena Parmegiani, giornalista di moda e costume nonché Direttore Eventi della Coffee House e della Galleria del Cardinale Colonna. L’autobiografia ripercorre più di cinquant’anni di carriera, dall’infanzia ribelle a Firenze al soggiorno londinese, dai primi successi con la griffe “You Tarzan, me Jane” all’ascesa nel panorama internazionale. Una narrazione intima che intreccia passioni, incontri, battaglie culturali e l’amicizia con figure come Vittorio Sgarbi e il fotografo Giovanni Gastel. A impreziosire l’evento, alcune creazioni iconiche della stilista esposte nella residenza romana, testimoni del suo inconfondibile mix di eleganza pratica e immaginazione poetica. Io che nasco immaginaria diventa così un viaggio dentro la moda e dentro un’Italia che cambia: dagli anni Settanta alla Milano degli Ottanta, fino al successo mondiale de La Petite Robe, la collezione che ha conquistato New York con la sua idea di “pratico chic”.
Il giorno successivo, sabato 15 novembre, è stata la volta di Vittorio Camaiani, che ha presentato la sua collezione F/W 25-26 “La mia Strada” davanti al pubblico e alla Principessa Jeanne Colonna, con una narrazione curata da Elena Parmegiani. La collezione nasce da un’immagine potente: il ritorno alle forme primarie dell’infanzia — cerchio, quadrato, triangolo — che diventano il linguaggio visivo di abiti rigorosi ma vibranti, arricchiti dal gusto futurista e surrealista che da sempre contraddistingue lo stile del designer marchigiano. Gonne e pantaloni costruiti da forme geometriche che si adattano al corpo, camicie che si trasformano in aquiloni, giacconi in cachemire che evocano cerchi aperti e linee spezzate: ogni elemento concorre a una visione estetica che dialoga con l’arte contemporanea. La sera si accende di duchesse, doppio raso e color block giallo, verde, rosso; completano il tableau i cappelli di Jommi Demetrio e le calzature di Lella Baldi, tra maschile british e sandali scultorei.
L’unione dei due eventi, ospitati durante la mostra di Andrea Borga, ha confermato la Coffee House di Palazzo Colonna come uno dei luoghi più raffinati e simbolici per il dialogo contemporaneo tra moda, arte e cultura. Chiara Boni ha raccontato una vita di visione e determinazione; Vittorio Camaiani ha tracciato un percorso stilistico tra memoria e immaginazione. Entrambi hanno celebrato la moda come linguaggio capace di raccontare identità, storia personale e collettiva. Roma, ancora una volta, diventa palcoscenico di un’eleganza che non si limita a vestire: crea significato, evoca emozioni, costruisce futuro.
By author












