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March 8 is not just a date on the calendar.
It is a story that spans more than a century, made of hard-won rights, struggles, strikes, silent revolutions, and courage. It is International Women’s Day, a day created to remember how much it cost to get here — and how much still remains to be done.
Its roots go back to the early twentieth century, when women began demanding something that today seems natural but was revolutionary at the time: the right to work with dignity, to vote, to study, and to be free.
In 1909, New York celebrated the first “Woman’s Day,” dedicated to female workers who were demanding better conditions in factories. A year later, in 1910, during the International Conference of Socialist Women in Copenhagen, German activist Clara Zetkin proposed establishing an international day dedicated to women and their struggles.
But the date of March 8 became symbolic in 1917, when thousands of female workers took to the streets in St. Petersburg demanding bread and peace. That protest marked a historic moment and became a symbol of women’s fight for freedom.
In 1977, the United Nations officially recognized International Women’s Day, turning it into a global observance.
Today, March 8 is celebrated across the planet, though not everywhere in the same way.
In Italy and many European countries, it is a day of reflection, cultural events, and initiatives dedicated to women’s rights. In Italy, the symbol of the day is the mimosa flower, chosen after World War II because it is simple yet strong, capable of blooming even in the most difficult conditions.
In other countries, such as Russia and several nations in Eastern Europe, the day is also widely celebrated by giving flowers to the women in one’s life.
In many cities around the world, however, March 8 remains a day of mobilization: marches, demonstrations, and global campaigns calling for equal pay, freedom, safety, and rights.
Because the truth is simple: the road to equality is not yet finished.
But March 8 is not only about remembering achievements. It is also a moment to reflect on the battles that are still ongoing.
Among them, one of the most painful is gender-based violence.
Every year, around the world, thousands of women continue to be victims of violence, discrimination, and femicide. Speaking about women’s rights also means remembering that freedom cannot exist without safety, respect, and dignity.
This is why art, cinema, and digital content have become powerful tools to raise awareness and ensure these issues are never forgotten.
On this symbolic day, it is worth pausing to watch works that invite us to reflect on this reality.
Creator Nicolò Meregalli (NickiaTV) has produced a short but powerful musical video addressing the theme of gender-based violence. It is not a story about March 8 itself, but an important reminder: on a day dedicated to women, we must not forget the women who still suffer violence today.
Through strong and symbolic imagery, the video invites viewers not to look away and to keep talking about this issue.
Because remembering also means this: turning a symbolic day into real awareness.
Watch NickiaTV’s video on YouTube:
https://www.youtube.com/shorts/PDOYT6Is7-k
Because March 8 is not only a celebration.
It is a memory.
It is a responsibility.
And it is a collective commitment so that one day it will no longer be necessary to remind ourselves why it exists.
L’8 marzo non è soltanto una data sul calendario.
È una storia lunga più di un secolo fatta di diritti conquistati, lotte, scioperi, rivoluzioni silenziose e coraggio. È la Giornata Internazionale della Donna, un giorno che nasce per ricordare quanto sia costato arrivare fin qui — e quanto resti ancora da fare.
Le sue radici affondano all’inizio del Novecento, quando le donne iniziarono a chiedere qualcosa che oggi sembra naturale ma allora era rivoluzionario: il diritto di lavorare con dignità, votare, studiare, essere libere.
Nel 1909 a New York si celebrò il primo “Woman’s Day”, dedicato alle lavoratrici che chiedevano condizioni migliori nelle fabbriche. Un anno dopo, nel 1910, durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste a Copenaghen, l’attivista tedesca Clara Zetkin propose di istituire una giornata internazionale dedicata alle donne e alle loro battaglie.
Ma la data dell’8 marzo diventò simbolica nel 1917, quando migliaia di operaie scesero in piazza a San Pietroburgo chiedendo pane e pace. Quella protesta segnò un momento storico e divenne un simbolo della lotta femminile per la libertà.
Nel 1977 le Nazioni Unite riconobbero ufficialmente la Giornata Internazionale della Donna, trasformandola in una ricorrenza globale.
Oggi l’8 marzo viene celebrato in tutto il pianeta, ma non ovunque nello stesso modo.
In Italia e in molti paesi europei è una giornata di riflessione, eventi culturali e iniziative dedicate ai diritti delle donne. Il simbolo nel nostro Paese è la mimosa, scelta nel dopoguerra perché semplice ma forte, capace di fiorire anche nei terreni più difficili.
In altri paesi, come Russia o in diverse nazioni dell’Europa orientale, la giornata è anche una festa popolare in cui si regalano fiori alle donne della propria vita.
In molte città del mondo, invece, l’8 marzo è ancora una giornata di mobilitazione: cortei, manifestazioni e campagne globali per chiedere parità salariale, libertà, sicurezza e diritti.
Perché la verità è semplice: la strada verso l’uguaglianza non è ancora conclusa.
Ma l’8 marzo non è soltanto memoria delle conquiste. È anche un momento per ricordare le battaglie che restano aperte.
Tra queste, una delle più dolorose è la violenza di genere.
Ogni anno, in tutto il mondo, migliaia di donne continuano a essere vittime di violenza, discriminazione e femminicidio. Parlare di diritti delle donne significa quindi anche ricordare che la libertà non può esistere senza sicurezza, rispetto e dignità.
Ed è proprio in questo contesto che l’arte, il cinema e i contenuti digitali diventano strumenti potenti per sensibilizzare e non lasciare che questi temi cadano nel silenzio.
In questa giornata simbolica, vale la pena fermarsi anche davanti a lavori che invitano a riflettere su questa realtà.
L’autore Nicolò Meregalli (NickiaTV) ha realizzato un video musicale breve ma intenso che affronta proprio il tema della violenza di genere. Non è un racconto dell’8 marzo, ma un promemoria necessario: in una giornata dedicata alle donne non possiamo dimenticare le donne che ancora oggi subiscono violenza.
Attraverso immagini forti e simboliche, il video invita a non abbassare lo sguardo e a continuare a parlarne.
Perché ricordare significa anche questo: trasformare una giornata simbolica in consapevolezza concreta.
Guarda il video di NickiaTV su YouTube:
https://www.youtube.com/shorts/PDOYT6Is7-k
Perché l’8 marzo non è soltanto una celebrazione.
È una memoria.
È una responsabilità.
Ed è un impegno collettivo affinché un giorno non sia più necessario ricordare perché esiste.
By author
Daniela D’Amore





