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Presented at the Venice Production Bridge, the short film tackles domestic violence through the eyes of a child. The cast also includes Alessandro Preziosi, featured in a video interview produced by Global Event Magazine during the festival.
VENICE – An eight-year-old boy walks into a police station alone and asks to be arrested.
He says he hit his mother.
That simple but unsettling scene sets Al di sopra di ogni sospetto in motion, the short film directed by Clemente De Muro and Davide Mardegan, presented on September 10, 2026 at the Venice Production Bridge during the 83rd Venice International Film Festival.
The cast includes Alessandro Preziosi, Barbora Bobulova, Salvatore D’Angeli, Lucio Patanè and Patrizia Iorio. The project is produced by Luca Bernabei’s Ohana Production, in collaboration with the Italian State Police and Associazione Giuridicamente Libera.
During Venice 83, Global Event Magazine sat down with Alessandro Preziosi for a video interview, as the actor discussed the project and the meaning behind it.
The Violence You Don’t See Right Away
At the center of the short film is Ercole, an eight-year-old boy.
When he tells the officers what happened at home, his words are difficult to interpret at first. But the child knows details, gestures and fears that should not belong to someone his age.
Then his father arrives.
Polite, composed, apparently reassuring.
That contrast becomes one of the key elements of the story: domestic violence does not always come with an immediately recognizable face.
Sometimes it hides behind an appearance of perfect normality.
A gesture noticed by officer Santina gradually changes the meaning of the boy’s account and points to a far more painful truth: Ercole may not be the source of the violence, but someone who has learned to reproduce what he has witnessed at home.
That is where the title Al di sopra di ogni sospetto — “Above Suspicion” — takes on its deepest meaning.
Venice 83 and a Film That Tries to Recognize the Signs
The short film does not simply tell a story about gender-based violence. It focuses on the warning signs that often remain invisible.
By choosing to tell the story through the eyes of a child, the film becomes even more delicate: domestic violence also enters family life through what children see, absorb and eventually begin to regard as normal.
The Venice presentation was attended, among others, by Chief of Police Vittorio Pisani, producer Luca Bernabei, the directors and Alessandro Preziosi, with a discussion centered on the importance of recognizing the signs of domestic violence as early as possible.
At a festival built around major films, international stars and red carpets, Al di sopra di ogni sospetto uses just eleven minutes to tell a story about something that too often remains hidden behind a closed door.
And to remind us that sometimes the first warning sign comes from the person who has the fewest words to explain what is happening.
Presentato al Venice Production Bridge, il cortometraggio affronta la violenza domestica attraverso lo sguardo di un bambino. Nel cast anche Alessandro Preziosi, protagonista di una video intervista realizzata da Global Event Magazine durante la Mostra.
VENEZIA – Un bambino di otto anni entra da solo in un commissariato e chiede di essere arrestato.
Dice di aver picchiato sua madre.
È da questa scena, semplice e inquietante, che prende forma Al di sopra di ogni sospetto, il cortometraggio diretto da Clemente De Muro e Davide Mardegan, presentato il 10 settembre 2026 al Venice Production Bridge nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Nel cast figurano Alessandro Preziosi, Barbora Bobulova, Salvatore D’Angeli, Lucio Patanè e Patrizia Iorio. Il progetto è prodotto da Ohana Production di Luca Bernabei, in collaborazione con Polizia di Stato e Associazione Giuridicamente Libera.
Durante Venezia 83, Global Event Magazine ha realizzato una video intervista con Alessandro Preziosi, presente alla Mostra per raccontare anche questo progetto e il suo significato.
La violenza che non si vede subito
Il protagonista del corto è Ercole, otto anni.
Quando racconta agli agenti quello che sarebbe accaduto in casa, le sue parole sembrano inizialmente difficili da decifrare. Ma il bambino conosce dettagli, gesti e paure che non dovrebbero appartenere alla sua età.
Poi arriva il padre.
Educato, controllato, apparentemente rassicurante.
Ed è proprio questo contrasto a diventare uno degli elementi centrali della storia: la violenza domestica non sempre si presenta con un volto immediatamente riconoscibile.
A volte si nasconde dietro una normalità impeccabile.
Un gesto osservato dall’agente Santina cambia progressivamente la lettura di quanto raccontato dal bambino e suggerisce una verità molto più dolorosa: Ercole potrebbe non essere l’autore della violenza, ma qualcuno che ha imparato a riprodurre ciò che ha visto accadere in casa.
Il titolo Al di sopra di ogni sospetto trova così il suo significato più profondo.
Venezia 83 e un cinema che prova a riconoscere i segnali
Il cortometraggio non cerca soltanto di raccontare un caso di violenza di genere, ma di mettere l’attenzione sui segnali che spesso rimangono invisibili.
La scelta di affidare il punto di vista a un bambino rende il racconto ancora più delicato: la violenza entra nella vita familiare anche attraverso ciò che i più piccoli vedono, assorbono e finiscono per considerare normale.
La presentazione veneziana ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Capo della Polizia Vittorio Pisani, del produttore Luca Bernabei, dei registi e di Alessandro Preziosi, con un confronto dedicato proprio alla necessità di riconoscere prima possibile i segnali della violenza domestica.
In una Mostra costruita intorno a grandi film, star internazionali e red carpet, Al di sopra di ogni sospetto ha scelto invece undici minuti per raccontare qualcosa che spesso rimane chiuso dietro una porta di casa.
E ricordare che, qualche volta, il primo segnale arriva proprio da chi sembra avere meno parole per raccontarlo.
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